Picinisco   da   Mille   Anni 1017-2017


Descrizione   di   Picinisco

Picinisco è un piccolo centro appenninico della provincia di Frosinone, ubicato nella Valle di Comino e nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM): la sua posizione montana –l’altitudine del centro urbano è a 725 m. s.l.m.- lo colloca infatti alle pendici del monte Meta (2241 m.) ai confini del Lazio con le regioni Abruzzo e Molise; in quella che fu, in epoca borbonica e fino al 1926, la provincia di Terra di Lavoro. Oggi gli abitanti sono poco più di 1200, ma prima dei massicci fenomeni migratori che hanno interessato il centro-sud dell’Italia la popolazione sfiorava quota 3000 unità.

Il suo territorio è molto vasto e si estende per oltre 60 kmq, di cui la metà circa ricade nel PNALM: la rara bellezza dei luoghi, la natura incontaminata e ora protetta, le fertili vallate del fiume Melfa e del torrente Mollarino, la ricchezza dei boschi e dei pascoli che un tempo assicuravano la sussistenza economica alla cittadinanza, sono oggi motivo di fascino e di attrazione turistica: particolarmente significativo è oggi il fenomeno spontaneo, che merita una appropriata politica di valorizzazione e sviluppo, dell’escursionismo montano, sia estivo che invernale.


Prefazione

“Come nome e come località o habitat concentrato, Picinisco figura per la prima volta nel diploma del 6 marzo 1017 di Pandolfo IV e di Pandolfo III, principi di Capua, col quale i due potenti sovrani concedevano a Montecassino nelle persona dell’abate Adenolfo, loro fratello, la chiesa di S. Valentino, sita nella località di Picinisco (in loco qui vocatur Piczinisci) entro i confini del comitato di Comino, unitamente a molte terre dintorno. Questo è il primo documento certo ed autentico di Picinisco.” Così riferisce lo storico Dionigi Antonelli nel suo libro “Il castello medioevale di Picinisco” dato alle stampe nel 1997, vale a dire esattamente 980 anni dopo quel fatidico anno 1017 che segna, in un certo qual modo, la nascita o, meglio, il “battesimo” di Picinisco.

Va da sé che nel prossimo 2017, a mille anni esatti dalla sua comparsa nella storia, il paese venga solennemente festeggiato ed è naturale che la locale Associazione Pro Loco, di concerto con l’Amministrazione comunale, sia la promotrice principale di importanti manifestazioni celebrative e ne assuma la regia.

Fin dal 1983, anno della sua fondazione, la Pro-loco “Prof. Vacca Orfeo” promuove e sostiene infatti, nel pieno rispetto dei suoi principi statutari, attività culturali-ricreative finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione delle risorse culturali, artistiche, naturalistiche e ambientali del nostro paese, nella ferma convinzione che la cultura in tutte le sue declinazioni debba contrassegnare il futuro di Picinisco e dell’intera Valle di Comino: due realtà complementari, quest’ultime, che devono “camminare insieme” per affermare al meglio la propria identità e il proprio ruolo nell’ambito del territorio provinciale, regionale e nazionale; senza dimenticare peraltro, ma facendone anzi tesoro, il ruolo che la nostra terra ha assunto persino in campo internazionale, grazie ai progressi ed alle affermazioni di molti dei nostri concittadini che all’estero si sono distinti in vari campi, non solo in quello economico, dando esempio di laboriosità e sagacia.

E’ naturale, quindi, che nella realizzazione del progetto vada pienamente coinvolta proprio la nostra comunità residente all’estero, con la quale i legami di affetto fraterno e di sincera amicizia non sono mai venuti meno: solo questa sinergia di intenti e di propositi potrà garantire il felice esito delle iniziative programmate.

Coerentemente con tali principi ispiratori la Pro-loco intende chiedere all’Amministrazione comunale il sostegno necessario alle manifestazioni celebrative del Millennio che cade nel 2017; l’Associazione prefigura infatti un’ampia serie di iniziative, culturali e non, che abbiano l’effetto di attirare l’attenzione sulla nostra comunità, nonché di rappresentare un giusto tributo o meglio, come dice Italo Calvino, un estremo “poema d’amore” verso una piccola realtà in cui è sempre più difficile vivere: anche il nostro Paese, come d’altronde altri piccoli borghi della Valle e dell’intero territorio nazionale, soffre lo spopolamento progressivo, a vantaggio dei centri maggiori e dei paesi esteri. Questa ricorrenza potrebbe perciò acquisire un valore addirittura metaforico: quello di una sfida contro il tempo e contro le aride omologazioni che una certa cultura dominante della facile convenienza porta con sè. Tutte le iniziative che verranno messe in campo in occasione di questa storica celebrazione, si inseriscono quindi in un ambizioso progetto di rinnovata attenzione alle nostre radici culturali con lo scopo di tutelarle e valorizzarle e allo stesso tempo custodirle nella memoria.

La notevole ricchezza culturale del nostro territorio, benché talvolta dimenticata, suggerisce l’idea di creare un progetto molto articolato, proiettato nel futuro ma poggiato saldamente sulle nostre radici che, sebbene siano “antiche”, rappresentano in modo indelebile la nostra identità piciniscana e di Piciniscani.

La celebrazione del Millennio verrà preceduta da significative tappe di avvicinamento al traguardo del 2017 (il 6 marzo 2016 mancherà un anno esatto all’anniversario), che sarà per tutti noi un nuovo punto di partenza per ridare slancio turistico, economico e culturale al nostro piccolo ma suggestivo paese; ma anche un input per riacquistare la fiducia necessaria per la difesa di presenze, anche istituzionali, che faticano a sopravvivere come, ad esempio, la Scuola locale, da sempre fiore all’occhiello dell’intera realtà valligiana. Questa rievocazione è infatti un invito a ciascun abitante di Picinisco a “farsi” protagonista della storia del proprio luogo d’origine.


Progetto

Dell’ampia serie di attività ipotizzate per l’Evento fanno parte convegni, seminari sulle opere di scrittori nativi (G. Ferri, E. Capocci) e non (D.H Lawrence), concerti ecc., appuntamenti conviviali ecc.; a titolo preliminare e non esaustivo possiamo elencare le seguenti iniziative:

  • “Concorso di idee” per la realizzazione del logo del “Millennio 2017”
  • Convegno sulla “Emigrazione dalla provincia di Frosinone, da Picinisco e dalla Valle di Comino”; convegni letterari ( in collaborazione con il Centro Studi Letterari “Val di Comino” – Alvito) e sulla storia locale; convegni : “Sport in ambienti naturali” , “Natura e Benessere”
  • Enogastronomia: il “Pecorino DOP di Picinisco” (collaborazione con “Pastorizia in Festival”) e i prodotti del territorio valligiano (raccolta ricette della cucina piciniscana)
  • Apertura di antiche cantine alla scoperta del “cuore” di Picinisco
  • Letteratura: il dizionario del dialetto piciniscano (collaborazione con “Festival della storie”)
  • Serata di musica classica con la partecipazione di musicisti della Valle
  • Convivio medievale in Piazza Rione, in prossimità del Castello
  • Teatro: rappresentazione di commedie dialettali
  • Musica etnico – popolare e Folklore: esibizioni di musicisti e del gruppo folk in abiti tradizionali (collaborazione con il “Festival Jazz di Atina”)
  • Scuola primaria: i bambini raccontano Picinisco
  • Musica sacra: concerti nella Chiesa di S. Lorenzo e S. Rocco
  • Realizzazione di una cartolina-ricordo che riproduca il documento del 6 marzo 1017; realizzazione di un annullo filatelico a ricordo dell’evento
  • Estemporanee di pittura e di fotografia itineranti nel centro del Paese e nelle sue contrade
  • Incontri da tenere “in loco” e all’estero con le comunità piciniscane
  • Fondazione di CLUB PRO PICINISCO ( idea della Pro-loco del 1983) presso i nostri concittadini all’estero
  • Miglioramento e rielaborazione di “uno spazio più adeguato” per la Festa dell’emigrante
  • PNALM : convegno sul “Futuro del versante laziale del Parco”
  • Escursioni guidate alla scoperta di itinerari naturalistici all’interno del Parco
  • Esibizioni di arrampicate su roccia e passeggiate lungo le rive del fiume Melfa con guide esperte
  • Gare di mountain biking.
  • Concorsi fotografici e di pittura
  • Cortei storici legati alla presenza del Castello della famiglia Gallio di Alvito

Esiti   attesi   dal   progetto


  • Potenziare l’efficace divulgazione della conoscenza di Picinisco e della Valle di Comino, quali territori di rilevanza storica, culturale, e paesaggistica; conseguentemente, contributo costruttivo e concreto alla promozione turistica del paese della Valle.
  • Creare opportunità di sviluppo economico del territorio e di crescita occupazionale
  • Stimolare la nascita di forme sempre più efficaci di sinergia tra Enti istituzionali di diverso livello e soggetti privati e associazioni del territorio
  • Valorizzare le peculiarità del nostro territorio, con riguardo anche alle eccellenze nel settore della enogastronomia oltre che in quello naturalistico, storico, artistico;
  • Richiamare l’attenzione di investitori privati per ridare nuova energia all’intero territorio valligiano
  • Rendere stabili e solidi, istituzionalizzandoli, i rapporti con le numerose e operose comunità piciniscane all’estero, anche attraverso il rapporto con le Organizzazioni quali i Comites e le Ambasciate italiane.
  • Far conoscere le innumerevoli opportunità che il territorio offre per praticare attività sportive di vario genere che coniugano nel modo migliore sport e natura incontaminata: dagli sport invernali all’escursionismo attraverso i sentieri del Parco all’arrampicata su roccia, al torrentismo sul fiume Melfa, al trail running e al mountain biking.

CONCLUSIONE

In questo progetto si è molto insistito sul ruolo della “memoria”, ritenuto un valore particolarmente significativo per un nucleo esistenziale come Picinisco che non deve rischiare di rimanere invischiato nelle maglie di una “nostalgia per un passato idealizzato”, ma deve invece avere il coraggio e la forza di costruire, soprattutto per i suoi giovani, un futuro concreto e realmente praticabile; ciò nella consapevolezza che “ I giganti sono le nostre storie, i successivi e contraddittori volti che abbiamo avuto in passato, e in quanto tali personificano il vissuto personale e collettivo che ci portiamo dietro come bagagli. Dalle loro alte spalle possiamo vedere un certo numero di cose in più, e un po’ più lontano. Pur avendo la vista assai debole possiamo, col loro aiuto, andare al di là” (“ Il sonno della memoria” di Barbara Spinelli).